Bella senza crudelta'
di Edgar H. Meyer

Saponi, shampoo, creme, rossetti, dopobarba. Ogni giorno ci imbattiamo in prodotti dall'aspetto inoffensivo e dal profumo gradevole. Spesso, pero', queste invitanti merci nascondono sofferenza e morte per gli animali: esperimenti crudeli eseguiti per la nostra vanita'.

Ogni prodotto cosmetico (dal rimmel alle ciprie, dal rossetto ai profumi) o industriale (saponi, shampoo, detersivi ecc.) che viene a contatto con l'uomo necessita infatti per legge di essere sperimentato.

Sebbene vi siano parecchie industrie cosmetiche che non sperimentano sugli animali, questo rimane sempre il metodo piu' utilizzato nelle ricerche che riguardano l'industria cosmetica, la quale si serve di tale metodo per ottenere l'autorizzazione a riversare sul mercato moltissimi prodotti sempre nuovi. E cosi', cinquantamila animali l'anno muoiono sfigurati da rossetti, intossicati da profumi, bruciati da creme.

Negli ultimi anni, pero', sono state perfezionate tecniche alternative alla sperimentazione sugli animali assai piu' efficaci e sicure delle prove di laboratorio.

E sono nate e fiorite aziende cosmetiche che producono e commerciano solo prodotti cruelty-free, liberi da dolore.

Le loro storie meritano di essere raccontate.

La piu' nota e' forse The Body Shop, fondato dall'imprenditrice illuminata Anita Roddick nel 1976 e rapidamente evolutosi dal piccolo negozietto di prodotti naturali a Brighton in Inghilterra in network che opera in 49 paesi, Italia compresa. Oggi The Body Shop, la cui filosofia e' rimasta quella di "business etico", e' un impero con 1700 negozi, circa 5000 dipendenti e una Fondazione che si occupa di diritti animali, di tutela dell'ambiente e di diritti umani. La leggenda narra che Body Shop venda un prodotto ogni 0,4 secondi.

Sul modello di Body Shop e' Aveda, casa produttrice di cosmetici per pelle, corpo, trucco e capelli privi di sostanze chimiche aggressive. Si tratta, in entrambi i casi, di aziende che vogliono contribuire al benessere e alla bellezza: i prodotti Aveda sono estratti da essenze pure di fiori e piante, e assicurano cosi' benefici terapeutici per il corpo e la mente. Ma, contemporaneamente, di aziende che vogliono contribuire alla salvaguardia ambientale: gli ingredienti dei prodotti Aveda derivano da coltivazioni biologiche non trattate con fertilizzanti sintetici-petrolchimici-erbicidi o pesticidi.

Un esempio? I prodotti per capelli sono biodegradabili, contengono coloranti naturali, proteine, vitamine, estratti di piante e fiori ed aromi puri al cento per cento. L'attenzione non riguarda solo il prodotto, ma anche l'involucro. Per le confezioni vengono utilizzati plastica, vetro o alluminio rigorosamente riciclati.

Ma, soprattutto, si tratta di aziende che desiderano contribuire alla difesa degli animali: nessun ingrediente di origine animale e' presente nei loro prodotti.

E ancora: nel rispetto di tutte le forme di vita, Aveda e Body Shop non conducono test su animali. "La missione di Aveda e' quella di prendersi cura del mondo in cui viviamo, iniziando dai prodotti che fabbrichiamo fino ai modi in cui serviamo la societa'", racconta Horst Rechelbacher, fondatore e presidente della "strana" societa'. "Aveda intende proporre un esempio di leadership e responsabilita' ambientale e ci auguriamo che il resto del mondo segua questo esempio".

La storia di Rechelbacher merita di essere tratteggiata: imprenditore di successo nel campo della bellezza, negli anni 70 ebbe una crisi mistica. Trascorsi due anni in India con un guru, torno' in Usa dove trasformo' la sua azienda. Era il 1978 e nasceva Aveda, per un nuovo stile di vita per un benessere in armonia con l'ambiente.

Weleda e' ancora piu' anziana: esiste da ottanta anni e ha mantenuto il sapore dell'antico e del genuino. Weleda produce infatti una cosmesi prevalentemente artigianale. "Nei suoi laboratori i gesti dell'uomo sono ancora vivi e preziosi, dalla raccolta del fiore al confezionamento finale", spiega Chiara Vassallo. "Anche il tipo di macchinari usati, naturalmente indispensabili per emulsionare, bollire o miscelare, hanno ritmi e dinamiche studiate per preservare al meglio la natura della sostanza. La qualita', quindi, e' privilegiata in ogni suo aspetto rispetto alla quantita' e alla velocita' di produzione".

Weleda ha compiuto e compie studi decennali sulle qualita' dei suoi estratti vegetali e coltiva da se' le piante officinali che le occorrono. Accanto al luogo di produzione sorge un orto botanico vastissimo e, piu' in la' ancora, campi di calendula, di lavanda, e di altri fiori "Weleda". La terra dei campi e' trattata e nutrita secondo i dettami del metodo biodinamico.

Perche' tanti sforzi? "La risposta a questa domanda e' scritta nella vastissima opera filosofica che abbraccia da sempre il contesto Weleda, che ne sostiene da sempre lo spirito e i contenuti", prosegue Chiara Vassallo. "E' scritta nei gesti dei medici, degli artisti, dei contadini. Nella ricerca degli scienziati. La qualita' ne e' soltanto la naturale conseguenza".

L'ultima nata? Lush. E'nata nel '95 in Inghilterra e sbarcata in Italia nel novembre di tre anni fa. A fondarla e' un team di cinque esperti di cosmesi naturale, uniti dalla comune fede vegetariana e dal piu' rigoroso rifiuto di qualsiasi forma di sperimentazione sugli animali.

Lush produce saponi, oli da massaggio e soprattutto cosmetici freschi, come le maschere facciali, tutti realizzati a mano a base di frutta e verdura fresca e biologica. "I nostri prodotti sono ecologici e li realizziamo nel massimo rispetto dell'ambiente, degli animali e quindi della nostra pelle", spiega con entusiasmo Gioia Sottocasa. "Per vendere prodotti cosi' freschi e' necessario rivoluzionare la tradizionale struttura produttiva: tutti i nostri cosmetici sono fatti a mano. Non e' per snobismo ne' per rifiuto della tecnologia. Semplicemente, le macchine industriali non ci consentirebbero l'utilizzo di determinati ingredienti ne' tanto meno la produzione di piccoli quantitativi. E' davvero impossibile infilare nelle macchine le alghe del sapone di mare o il favo d'api di luna di miele...".

A testimonianza di questa caratteristica ogni prodotto Lush, oltre alla data di fabbricazione e di scadenza, presenta il nome di chi lo ha fatto. E c'e' un'altra particolarita'. "Per noi", continua Gioia Sottocasa, "molte cose tradizionalmente liquide sono diventate solide. Questo consente di eliminare molto packaging. E avere minore impatto ambientale. Facciamo il nostro shampoo in grandi forme da sei chili che sembrano formaggi e che tagliamo poi a mano a seconda delle esigenze del cliente. Lo stesso facciamo con i saponi. Abbiamo reso solido anche l'olio da massaggio: lo facciamo somigliare a cioccolatini o dolci d'ogni sorta".

Di grande successo e' anche l'esperienza de L'Erbolario che, partito da Lodi, e' andato alla conquista di tutta l'Italia (punti vendita L'Erbolario sono ormai in tutta la penisola; per trovarli, basta cliccare su www.lerbolario.it), casa amatissima - non solo da animalisti, zoofili e ambientalisti.

Insomma: la bellezza senza crudelta' sta conquistando spazi. Lo conferma Paola Sangalli, dinamica titolare dell'erboristeria Sangalli nel centro di Treviglio, che da otto anni vende solo prodotti de L'Erbolario. "Oggi i clienti sono molto piu' attenti rispetto ad alcuni anni fa. Chiedono prodotti non testati sugli animali. Controllano le etichette. Sia le persone di una certa eta', che acquistano prodotti naturali a scopi curativi, sia soprattutto i giovani, che frequentano il negozio piu' per ragioni di benessere ed estetica. Ma anche perche' sanno che i prodotti L'Erbolario sono tutti realizzati senza... fare la pelle agli animali".

"Lo stop agli esperimenti sugli animali per la cosmesi", conclude la presidente della Lega Antivivisezione Elisa D'Alessio, "lo possiamo scrivere con il nostro rossetto, con il nostro dopobarba, con il nostro dentifricio. Chiedendo informazioni e scegliendo i prodotti di aziende che non commissionano o effettuano esperimenti su animali. Per essere protagonisti di scelte concrete che fanno bene alla salute, all'ambiente e, appunto, agli animali".

APPROFONDISCI: Qualche esempio di test...Ecco perche' scegliere il cruelty free...

Salvaguardia ambientale

Salvaguardia ambientale vuol dire anche salvaguardia della biodiversita' e rispetto di tutte le culture: le coltivazioni Aveda sparse in tutto il mondo sono il risultato di collaborazioni con tribu' indigene locali, cui e' garantita indipendenza economica e preservazione del proprio patrimonio culturale. Un esempio? Dal 1993 Aveda lavora con gli Yawanawa, una tribu' indigena che vive nel profondo della foresta brasiliana. Questa tribu' coltiva sul posto l'albero dell'uruku, i cui pigmenti puri sono contenuti nei prodotti Aveda per il make up. Una collaborazione che consente l'indipendenza economica della tribu'.

Diritti animali

L'Erbolario e The Body Shop hanno sostenuto attivamente le iniziative italiane ed europee per l'abolizione dei test cosmetici sugli animali. Una campagna di The Body Shop per il bando dei test sugli animali nell'industria cosmetica ha portato alla sottoscrizione, nel 1996, di 4 milioni di firme di cittadini del Regno Unito.

Edgar H. Meyer

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I prodotti CRUELTY FREE sono contrassegnati, in etichetta, da una varieta' di loghi e di diciture.

Ci sono alcune regole per le diciture che su base volontaria le aziende possono apporre sui prodotti in tema di test su animali. Occhio: "testato clinicamente" o "testato dermatologicamente" non significa "non testato su animali". Si tratta di diciture non soggette a normativa. Per andare sul sicuro, per cio' che riguarda il prodotto finito, e' necessario CHE SIA SCRITTO "non testato sugli animali" o "cruelty-free". Questo in attesa che la Coalizione Europea contro la Vivisezione metta a punto un unico nuovo logo a livello internazionale valido per le differenti legislazioni di tutti i paesi.

 

 

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